Kiev bombarda un asilo. I ribelli: 10 morti

 

 Simone Pieranni, 19.8.2014 “Il Manifesto”

Ucraina. Putin minaccia nuove ritorsioni contro Unione europea e Stati uniti

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Pro­se­guono i com­bat­ti­menti nelle regioni orien­tali ucraine, per­ché la guerra non sem­bra essere sul punto di finire, anzi. E Putin ha minac­ciato nuove ritor­sioni con­tro Europa e Stati uniti, a seguito delle san­zioni decise con­tro Mosca.

L’Ucraina è sem­pre più un imbuto mili­tare, di morte, pro­fu­ghi e dispe­ra­zione, e un motivo di insta­bi­lità eco­no­mica e diplo­ma­tica in Europa. Chiun­que sia stato ad attac­care lunedì i pro­fu­ghi in fuga verso la Rus­sia, l’esercito di Kiev o i ribelli filo­russi, i morti – secondo quanto comu­ni­cato ieri — sareb­bero almeno quin­dici. Il por­ta­voce del Con­si­glio di sicu­rezza nazio­nale Andriy Lysenko ha pre­ci­sato che sono stati recu­pe­rati anche sei feriti, di cui tre in con­di­zioni gravi. Ancora non sono state dif­fuse imma­gini del con­vo­glio col­pito (una colonna di mezzi mili­tari con ban­diere bian­che) e non ci sono state con­ferme indi­pen­denti dell’attacco, attri­buito da Kiev ai sepa­ra­ti­sti che invece hanno negato ogni responsabilità.

Non solo, per­ché ieri i filo­russi hanno denun­ciato nuovi bom­bar­da­menti nei pressi di Done­tsk, in un vil­lag­gio a 25 chi­lo­me­tri dal capo­luogo della regione. Sarebbe stato col­pito anche un asilo, cau­sando la morte di oltre 10 bam­bini. «Le infor­ma­zioni sono state con­fer­mate. Gli accer­ta­menti pre­li­mi­nari indi­cano che più di 10 bam­bini sono stati uccisi», ha detto il vice pre­mier dell’autoproclamata Repub­blica Popo­lare di Done­tsk, Andrei Pur­ghin , ma ormai è chiaro che a est si com­batte senza alcun rispetto per niente. Da tempo.

E non a caso in que­sta guerra che va avanti ormai da mesi, muo­iono per lo più civili. Nel mezzo di un nuovo scon­tro poli­tico a Kiev, com­plici i sem­pre sot­to­va­lu­tati, spe­cie dalla stampa ita­liana, ultra­na­zio­na­li­sti e neo­na­zi­sti, l’assalto a Done­tsk con­ti­nua. Ieri l’esercito di Kiev ha anche annun­ciato una sorta di «con­qui­sta» di Lugansk, men­tre sem­bre­rebbe che «il grosso» delle forze dei sepa­ra­ti­sti sia ormai nei pressi di Done­tsk, dove da set­ti­mane si svolge un asse­dio da parte dell’esercito nazio­nale. Era stato annun­ciato, set­ti­mane fa, come quello finale. I ribelli si difen­dono e col­pi­scono, l’esercito rintuzza.

Nell’indecisione circa una fine sem­pre più lon­tana dello scon­tro mili­tare, pro­se­guono i bal­letti diplo­ma­tici, alla ricerca di un accordo di cui ormai non si parla nean­che più. Mer­kel andrà a Kiev, hanno fatto sapere da Ber­lino, men­tre nelle pros­sime set­ti­mane dovrebbe esserci un nuovo incon­tro tra Poro­shenko, il pre­si­dente ucraino e Vla­di­mir Putin. Quest’ultimo, nel frat­tempo, ha fatto sapere di essere pronto «a nuove ritor­sioni» se gli Stati uniti e l’Unione euro­pea pro­se­gui­ranno con la loro poli­tica di san­zioni per punire l’appoggio for­nito da Mosca ai ribelli filo russi ucraini. È quanto minac­ciato dal por­ta­voce del Crem­lino, Dmi­try Peskov, secondo quanto ripor­tato dall’agenzia Ria Novo­sti, affer­mando che Mosca «sta valu­tando diverse varianti. Abbiamo detto più volte che la Rus­sia non è una soste­ni­trice del lin­guag­gio delle san­zioni e non siamo stati noi ad iniziare».

Peskov ha poi con­cluso minac­ciando, «se i nostri part­ner –ha aggiunto– con­ti­nuano con le loro pra­ti­che non costrut­tive e per­fino distrut­tive, ver­ranno svi­lup­pate delle misure aggiun­tive». La can­cel­liera tede­sca Angela Mer­kel si recherà sabato 23 ago­sto in Ucraina, su invito del pre­si­dente Petro Poro­shenko. Oltre al prsi­dente, Mer­kel incon­trerà a Kiev il pre­mier Arseni Iatse­niuk – dimis­sio­na­rio, ma attivo nel finan­ziare in ogni modo lo sforzo bel­lico — e i sin­daci di alcune città ucraine. Al cen­tro del con­fronto, si legge in una nota, «l’attuale situa­zione ucraina e l’atteggiamento da tenere nei con­fronti della Rus­sia. Inol­tre si par­lerà delle pos­si­bi­lità con­crete di soste­nere l’Ucraina».

Poro­shenko e Putin, invece, si incon­tre­ranno a Minsk il 26 ago­sto, in occa­sione di un ver­tice fra Unione euro­pea, Ucraina e Unione doga­nale (di cui fanno parte Rus­sia, Kaza­kh­stan e Bielorussia).